10 ristoranti a Roma dove mangiare: gli indirizzi da non perdere nella Capitale

By: admin_metamorfosiroma | 7 Nov 2016

Pubblichiamo l’articolo realizzato da Matteo Morichini per Huff Post Italia.

Roma ammicca e si lascia sedurre ma esaurito l’impeto delle prime volte, ti scarica per la nuova passione passeggera. Ristorazione inclusa con locali che arrivano e spariscono allo stesso ritmo dei turisti.

L’asticella però si è fatta più alta e nella città eterna, eternamente cinica e dissacrante, è in atto una metamorfosi cibo centrica senza precedenti. Foodies, food bloggers e gastro-hipsters, assieme alla morbosa relazione tra cibo e anglofilia, presidiano con zelo il panorama capitolino inseguendo l’ultimo gastro-trend. Sintomo evidente di una città dove – finalmente – dalle infinite variazioni sul tema quinto quarto si vira con nonchalance verso carbonare gourmet, creazioni tri-stellate e costate di Wagyu cotte sulla robata.

Che negli indirizzi “cool” di Roma manchi l’eclettica clientela di Londra e Parigi siamo tutti d’accordo ma intanto, a forza di sfide a colpi di tuorli biologici, guanciali prestigiosi, sous-vide e salse ponzu ci siamo avvicinati all’offerta di capitali dal ben più ampio respiro internazionale. In questo moto culinario perpetuo, tra le tante ottime tavole, una decina di realtà hanno contribuito a cambiare la mentalità dei romani e la scena gastronomica; indirizzi eccellenti che non sfigurerebbero – ed in alcuni casi non potrebbero essere – in nessun’altra parte del mondo.

La Pergola

Il ristorante del maestro Heinz Beck da Friedrichschafen è uno dei templi dell’alta cucina mondiale e da ben undici anni l’unico tre Stelle Michelin nella storia di Roma. A ventitre anni dall’incipit, il regale spazio con vista al nono piano del Waldorf Astoria continua ad essere una delle esperienze culinarie da fare almeno una volta nella vita. Tripudio di tecnica, estetica ed equilibrio, il menù degustazione è uno straordinario crescendo di sapori soavi e persistenti. Resta una bocca buonissima e senso di compiuto. Per Chef Beck d’altronde, la perfezione è giudicata come qualcosa di appena sufficiente. Staff italiano «perche ciò che imparano qui può diventare una ricchezza per tutto il paese», sala impeccabile, raffinate carte per acque minerali, tisane e caffè. Ricciola marinata con neve di melograno, Fagottelli la Pergola e la nuova composizione di San Pietro, calamari e gambero rosso al vapore di agrumi per uno zenith culinario di rara piacevolezza e intensità.

Zuma

Sapori che svegliano e scuotono le papille gustative; inedito attestato di fiducia nei confronti di Roma. Zuma – trend setter del nuovo millennio da Londra a Bangkok – occupa attico e super attico di Palazzo Fendi a Via del Corso ed è il locale che mancava alla capitale. Eccezionale cucina giapponese contemporanea firmata dallo Chef Rainer Becker con vibranti escursioni nel Pacific-Rim e atmosfere glamour. Musica giusta, luci tenui, camerieri dai lineamenti pubblicitari, sentori di robata ed un design elaborato – seppur personale ad ogni location – come elementi caratterizzanti. La cena, come accade con i migliori format internazionali, invoglia a socializzare nel post. Fare festa. Sugli effluivi di Sake pregiati. Merluzzo nero marinato al miso e bocconcini di rana pescatrice con salsa allo yuzu sono solo alcuni di tanti piatti star.

Per Me – Giulio Terrinoni

Tira aria di stella Michelin a Vicolo del Malpasso dove neanche dodici mesi fa, il talentuoso Chef di Fiuggi ha deciso di ripartire da zero con un ristorante che dagli arredi alla cucina – dinamica e all’occorrenza cucita su misura attorno al cliente – è espressione tangibile di personalità. Tra le intuizioni vincenti di Giulio Terrinoni spiccano i “tappi”; (relativamente) piccole porzioni di alta cucina a prezzi possibili che hanno riscosso successo di pubblico e critica come l’acclamato maccarello bruciato, burrata, pomodoro verde e pane. Spettacolari anche i primi piatti quali tubetti cannochie, asparagi di mare, ceci, limone. Mano delicata, equilibrato alternarsi di elementi popolari – quindi riconoscibili e rassicuranti – con materie prime più ricercate in un ambiente sobrio e fine.

L’Arcangelo

Romanità colta e schietta unita a tecnica e passione per le migliori nicchie gastronomiche. Legata a doppio filo con la memoria come sottolineato dal suo libro “Animelle, viaggio di un oste” la cucina di Arcangelo Dandini è avanguardia, ricordo e magistrale esempio di come reinterpretare la tradizione senza disperderne l’essenza. Nell’intimo e accogliente ristorante di Via Gioacchino Belli nel quartiere Prati – l’oste Dandini, ormai accerchiato da nuove aperture «ben vengano tutti, basta che ci sia la qualità» sospira – i piatti imperdibili sono supplì con rigaglie di pollo, crocchetta di patate affumicate e la carbonara solo tuorlo e niente pepe con rigatoni del pastificio dei campi. Rivisitazione di un grande classico che ha in qualche modo scaturito una nuova corsa all’oro. Clamorosi, nel senso buono, anche il piccione e la zuppa di cioccolato bianco e capperi.

Imàgo

Nel ristorante panoramico dell’Hassler – l’iconico Hotel di Roberto E.Wirth – lo Chef Francesco Apreda coniuga materie prime italiane con tecniche orientali e viceversa. Una stella Michelin e cucina fusion di altissimo livello all’interno di uno degli spazi più scenografici del mondo. Da Imàgo si mangia sospesi su Trinità dei Monti e mentre la vista vola leggiadra su tetti e cupole capitoline, i recettori del gusto vengono continuamente sollecitati da accostamenti audaci e concreti. I tanti clienti internazionali tendono a prenotare il tavolo anche con sei mesi di anticipo ed il menù Sapori di Viaggio trova ispirazione dalle città in cui Apreda, partenopeo di nascita, romano d’adozione, ha vissuto e lavorato (Napoli, Roma, Londra, New York, Tokyo, Mumbai). I cappellotti di parmigiano, brodo freddo di tonno e sette spezie è uno dei piatti migliori di sempre.

Metamorfosi

Un arcobaleno di sapori, una cucina fuori dagli schemi, un lampo di luce e fantasia nella grigia e bigia Via Antonelli. Il ristorante Metamrofosi di Roy Caceres è uno spazio dominato da bianco e geometrie di legni chiari. Antitetico rispetto al calore e colore dello Chef colombiano ed i suoi vibranti percorsi tra modernità e tradizione. Le irriverenti influenze sudamericane incontrano tecniche e soluzioni estreme con sapori armonici e persistenti. Metamorfosi ha una Stella Michelin e tutte le potenzialità per conquistarne almeno un’altra. Ciò che più resta impresso sono sopratutto forme, colori e accostamenti. La passione di Caceres nei confronti del cibo e della ricerca risultano evidenti ad ogni assaggio. Il consiglio è di optare per il menù da dieci portate prestando particolare attenzione al fantastico equilibrio di sapori e consistenze. Il risotto “opercolato” funghi e nocciole è oltre il dieci e lode.

Roscioli

Nome sinonimo di eccellenza gastronomica nei pressi di Campo de Fiori, Roscioli è da decenni il forno più famoso di Roma (andateci in qualunque giorno della settimana per carpirne la popolarità globale) ed i due fratelli, Alessandro e Pierluigi, sono stati abili e coraggiosi nel diversificare l’offerta aggiungendo prima il Ristorante Salumeria Roscioli e più di recente il Roscioli Caffè. Tutti i locali sono accomunati da una qualità indiscutibile e la salumeria di Via dei Giubbonari accosta una magnifica selezione di cibi italiani ed internazionali ad un menù eclettico e ben eseguito. Lista dei vini eccellente, reparto gastronomia con alcuni dei migliori formaggi e insaccati esistenti, primi piatti quali la pluridecorata carbonara (così famosa che c’è il kit fai da te ndr) e dei sontuosi rigatoni alla bottarga con burro aromatizzato allo yuzu.

Yugo&Madre

Due aperture distinte e separate per un nuovo polo di cucina e occasione sociale. La location è tra le più belle di Roma. Salita del Grillo, Angelicum, Torre delle Milizie. Un trionfo di beni-culturali al confine del Rione Monti. La sublime estetica circostante rappresenta da sola un valido motivo per cenare da Yugo e Madre. Format vivaci che hanno in comune attitudine glamour, cocktail esotici e menù messi a punto da chef stellati. Il primo, Yugo, è cucina fusion dai sapori pacati a cura di Anthony Genovese (due Stelle Michelin a Il Pagliaccio ndr). Madre, dove ogni riferimento alla riserva amazzonica Madre de Dios, al lievito ed alla mamma è tutt’altro che casuale, è un alternarsi di sapori italiani e peruviani firmati da Riccardo di Giacinto con pizza, focacce, ceviche, parilla e i famosi maritozzi all’Oro.

Cesare al Casaletto

Un ristorante semplice e concreto dove la tradizione viene trattata con i guanti. Materie prime di pregio per esaltare le ricette che tutti conosciamo; polpette di bollito, carbonara, cacio e pepe, trippa, abbacchio e vignarola quando in stagione. Un viaggio di beata sostanza nella cucina romana di una volta dove i piatti rispettano ed esaltano storia e cultura di un popolo. In una città in cui tanti, troppi ristoranti, sviliscono i classici popolari in’avvilenti esche per turisti sprovveduti, indirizzi come Cesare al Casaletto a Monteverde, ma anche come l’Osteria del Velodromo Vecchio e chiunque altro valorizzi la tradizione, sono patrimoni da salvaguardare. Non alta cucina, ma alti ideali che assieme ad onestà, passione e amore per il cibo “vero” costituiscono le fondamenta su cui costruire e divulgare l’arte del mangiar bene.

Emma Pizzeria con Cucina

Come tutti i grandi classici, la pizza – cibo semplice ma non necessariamente povero – è sempre di moda. La pizza è anche un prodotto in cui l’abilità nella preparazione di base e la qualità delle materie assumono ulteriore rilevanza. Se i pochi ingredienti utilizzati sono di qualità media, il risultato tende al dimenticabile. Da Emma invece, dove tutte le farine sono biologiche – valore aggiunto ormai imprescindibile su cui impostare la competitività del prodotto – l’impasto è di Pier Luigi Roscioli e le materie prime eccellenti. Il risultato è una pizza romana capolavoro; sottile, delicata, digeribile. A Via del Monte della Farina estro e ricerca trovano espressione nella fantastica Margherita Vacche Rosso con parmigiano 30 mesi, nella Napoli con alici di Sicilia e nell’originale cavolo nero e cinta senese. Un altro indirizzo dove mangiare pizza romana di qualità è Sforno di Stefano Callegari.